Il caldo record ha portato la Protezione Civile a diffondere un avviso dedicato alla collettività: ecco cosa è stato detto.
Il caldo record sta mettendo a dura prova la salute di numerosi italiani. Per questo motivo, riporta Open, la Protezione Civile ha divulgato un avviso destinato alla collettività. Si tratta di una serie di linee guida dedicate non solo ai cittadini, ma anche agli organi istituzionali.
I numerosi casi da bollino rosso, hanno costretto gli enti competenti a prendere delle precauzioni. L’appello in questione, è stato espresso a margine di un’intervista del Corriere della Sera rilasciata dal capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano.

Caldo record: l’appello della Protezione Civile
Per affrontare le forti ondate di calore presenti in tutte le città d’Italia, per il capo della Protezione Civile è fondamentale fare ciò: “Tenere aperte le stazioni di notte, perché le persone possano giovarsi dell’aria condizionata”.
Una parte di questo appello è stata rivolta anche alle Asl, altrettanto fondamentali per il contenimento di questo fenomeno climatico avverso: “Cercare di sollecitare le strutture territoriali, dalle Asl ai servizi sociali, perché supportino i fragili. E poi pianificare gli interventi su autostrade e treni: se ci sono automobilisti o passeggeri bloccati, bisogna rifornirli di acqua. In questo momento la nostra rete di volontari sta dando un clamoroso contributo, soprattutto al Centro-Nord dove l’emergenza è più grave, rispetto al Sud dove i temporali aiutano a mitigare“.
Lo scenario più critico
Secondo Ciciliano, lo scenario più critico in assoluto è quello del sovraffollamento del Pronto Soccorso: “La persona fragile o anziana non beve, si trasforma in paziente e va ad occupare posti letto destinati ad altri pazienti. Noi dobbiamo agire per prevenire queste situazioni. Se lavoriamo in anticipo su un fenomeno che conosciamo, possiamo evitare che le persone stiano male e anche ridurre il peso sulle strutture di assistenza. Questo vale anche per le attività lavorative nelle ore più calde, dovremmo avere un approccio più globale“.